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CHORUS

Milano

M.A.C. Piazza Tito Lucrezio Caro

27 novembre - 4 dicembre 2019

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CHORUS

L’attività di Milano Scultura si allarga ad altri territori, cerca di occupare nuovi spazi e di venire incontro alle esigenze del pubblico sempre alla ricerca di qualcosa di diverso e d’ interessante. Lo stesso progetto di Milano Scultura aveva queste caratteristiche. Ora puntiamo invece a creare una mostra-evento che abbia la capacità di incuriosire, di mettere a confronto le personalità e i linguaggi di vari artisti, e che focalizzi l’attenzione su di un’esposizione articolata in un periodo di tempo limitato, breve e concentrato.

In ogni caso non abbiamo messo da parte Milano Scultura, abbiamo spostato questo appuntamento alla primavera del 2020, cambiando sede, e mettendo a punto il format per un suo necessario aggiornamento. Ne riparleremo dal prossimo autunno.

 

Questa mostra l’abbiamo chiamata “Chorus”, 10 artisti, 10 solisti che con i loro lavori creano un evento di proposte, tecniche, linguaggi che si confrontano e si “raccontano” a vicenda. Il ruolo critico è rivolto al minimo, alla scelta (non certo casuale) e selezione degli artisti, senza però sovrapporre temi e schematizzazioni che alla fine possono risultare soltanto degli esercizi di stile.

 

Per questo l’esposizione vuole dimostrare e mettere in evidenza, soltanto la personalità e la scelta di percorsi personali in cui la creatività e la volontà di fare arte, restano alla base di un fenomeno che travalica i singoli e si trasmette alla società. Il coro è quindi un luogo, una parte della scena in cui si “produce”, che viene dedicata al mettersi insieme, a fare qualcosa insieme pur rimanendo distinti, autonomi, con la propria personalità ben delineata.

 

Come spazio abbiamo scelto il M.A.C. perché si tratta di un luogo consacrato alla cultura, di una struttura funzionale e perfetta, ma anche di una istituzione aperta all’intersecarsi dei linguaggi e delle culture.

 

Musica, Libri, arte, incontri, workshop. Uno spazio aperto a quella miscela di codici o alla loro assenza, il No Code, che abbiamo spesso richiamato, e che nello stesso tempo non fosse una ricerca di impossibili, ma che si accentri attorno ad una serie di attrattori diversi e complementari.

 

I luoghi sono importanti, oggi quanto più sono aperti e non facilmente riconoscibili, e tanto di più hanno un senso. Si esce dalla casta per aprirsi ad un pubblico che vada oltre gli addetti ai lavori.

 

Per questo il M.A.C. diventa uno spazio unico, un dialogo visivo che mantiene le distanze e aumenta le emozioni.

Un’esperienza nuova che speriamo di condividere con un pubblico attento a ciò che cambia.